ZINAIDA È STATA UCCISA DUE VOLTE: DAL MARITO E DA UN PAESE CHE HA PAURA DI CHIAMARLO “FEMMINICDIO”

Zinaida Solonari, 36 anni, l’ennesima vittima di femminicidio


Era appena rientrata alle 4 del mattino dall’ennesimo turno massacrante in ristorante. Ha parcheggiato l’auto in strada, aperto il cancello del cortile e, di fronte, si è trovata lui, il marito. E due coltellate al petto che le sono state fatali.

Se n’è andata così, a 36 anni, Zinaida, caduta stanotte sotto i colpi di una tragedia che abbiamo visto, letto e ricostruito decine, centinaia di volte, sempre identica: un uomo, un coltello, l’abisso del possesso, l’ineluttabilità di un destino che qualcuno ha scritto per te e da cui nessuno ti ha protetto. Non le è bastato neppure rifugiarsi da qualche giorno a casa della sorella a Cologno al Serio (provincia di Bergamo), insieme ai tre figli, per fuggire a discussioni che erano diventate sempre più violente e definitive.

Ma non leggerete questa storia in nessun post indignato, non la ascolterete in nessuna diretta Facebook. Perché Zinaida è d’origine moldava e il suo assassino italiano. Perché questa storia non porta voti, ma solo un dolore infinito.

Zinaida è l’ennesima vittima di una strage silenziosa che ci rifiutiamo di vedere, capire, riconoscere.
Zinaida è vittima di una società che finge di difendere le donne solo se sono italiane e il suo aguzzino straniero, meglio se migrante e clandestino. Di uno Stato che considera i diritti e la sicurezza delle donne un tema marginale e non è mai stato in grado di fare una grande e seria legge sul femminicidio.
Zinaida è qualunque donna, ovunque, in qualsiasi momento. E noi le stiamo lasciando sole. Scusateci.


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Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.