VOTO SU ROUSSEAU? SCHIAFFO A MATTARELLA E COSTITUZIONE. CHI CREDE NELLA DEMOCRAZIA SI RIBELLI

Luigi Di Maio


Il governo giallorosso? Si vota su Rousseau” fanno sapere i 5 Stelle in una nota. “La decisione non è stata condivisa con nessuno” insorgono i parlamentari. Ma, alla fine, come sempre capita in ogni querelle in casa grillina, la parola finale spetterà al capo, al leader del “partito del non leader”: Luigi Di Maio. Che, come ogni sovrano assoluto che si rispetti, ha lo scrupolo di mantenere vivo fino in fondo il simulacro della democrazia interna.

E allora, ecco che “la parola agli iscritti” diventa uno slogan di facile presa e, al tempo stesso, l’ultimo paradosso di un partito in cui chi da anni chiede maggiore democrazia è contrario al voto online, voluto fortemente – e beffardamente – da chi, invece, ha costruito tutto il proprio consenso sull’assenza assoluta di ogni forma di dialogo e confronto interno.

Il voto che, nelle prossime ore, si terrà su Rousseau – il cui quesito è ancora top secret – è la beffa finale per un movimento in cui le voci che contano si contano sulle dita di una mano: oltre al vicepremier, Davide Casaleggio, Rocco Casalino e Di Battista (nei giorni dispari).

Mentre milioni di italiani provenienti da culture, radici e storie politiche lontanissime tra loro si ricompattano all’improvviso sull’antisalvinismo e sono pronti a tapparsi naso e orecchie pur di metterlo in panchina per i prossimi tre anni, c’è un Movimento che due settimane fa era sull’orlo del precipizio e oggi è tornato il fulcro del dibattito politico e parlamentare italiano. Merito di quel 33% raccolto nel marzo 2018 – e che scade nel lontano 2023 – è vero, ma anche colpa di un Partito Democratico che, dall’inizio della crisi di governo ha accettato passivamente il ruolo di comprimario di lusso. Non tanto per paura di confrontarsi col giudizio degli italiani, quanto per l’ansia di dare ascolto a quel sentiment della base che ha incoronato Salvini nemico pubblico numero uno, dimenticandosi che, negli uiltimi 14 mesi, il Movimento 5 Stelle del salvinismo non è stato un semplice accompagnatore ma un complice a tutti gli effetti. E, se l’aritmetica ha ancora un senso, il suo voto ha pesato proporzionalmente ben di più di quello della Lega in tutti i provvedimenti porcata del governo Conte, dai due decreti Sicurezza alla Legittima difesa, senza dimenticare il Salva-Salvini.

Nicola Zingaretti (a sin.) e Luigi Di Maio

La verità è che questo paese, un pezzo alla volta, si è talmente assuefatto a questo spettacolo raccapricciante, da non rendersi neppure più conto che le sorti di 60 milioni di italiani sono nelle mani di 50mila persone (vere o presunte) su una piattaforma fragile e manipolabile gestita da una oscura società privata pagata coi soldi degli italiani in cui è possibile votare anche quattro o cinque volte. Talmente rassegnato da non capire che la democrazia diretta (da Casaleggio) non offende il Partito Democratico, ma calpesta e cancella le prerogative del Capo dello Stato, dando lo schiaffo finale a quella stessa Costituzione che i grillini, almeno a parole, giuravano di voler difendere. Un paese talmente stanco di tutta questa rabbia e disumanità da aver creduto, in buona fede, che esistesse un fascismo cattivo e uno buono, da essersi illuso di poter combattere il male con la stupidità, senza rendersi conto che sono due facce della stessa medaglia.

Ancora una volta, su opposte sponde e con ruoli diversi, Salvini e 5 Stelle stanno tenendo in ostaggio l’Italia. Il primo ha insegnato l’odio per il prossimo, per il debole, per il diverso; gli altri hanno sdoganato il disprezzo per la democrazia e le istituzioni.

Il governo gialloverde è ancora vivo e vegeto, inoculato come un virus nelle vene della società. E chissà quanto tempo ancora dovrà passare prima che ce ne libereremo.  


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Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.