USARE I BIMBI DI BIBBIANO PER ATTACCARE IL PD È IL PUNTO PIÙ BASSO MAI TOCCATO DAI 5 STELLE (E DALLA POLITICA)

Luigi Di Maio (a sin.) e Nicola Zingaretti (photo Polisblog)
Qui non è più stare col Pd, votare Salvini o simpatizzare per i 5 Stelle. Non è nemmeno solo fare sciacallaggio sulla pelle di decine di bambini. Quando il Vice Presidente del Consiglio Luigi Di Maio ripete due volte in un giorno – a Unomattina e al Corriere della Sera – che “non si alleerà mai con il partito di Bibbiano”, abbiamo ufficialmente scavalcato i confini di un confronto politico anche acceso, entrando a tutti gli effetti nella barbarie. In gioco non c’è più un punto percentuale in più o in meno, ma le fondamenta stesse della nostra demcorazia.

La domanda, in fondo, è molto semplice: vogliamo davvero vivere in una società in cui sia consentito a chiunque (e a maggior ragione a un ministro) di utilizzare un caso di cronaca serissimo, delicatissimo, che riguarda dei bambini e richiederebbe la più assoluta discrezione, per attaccare un avversario politico in cambio di un pugno di voti?

Davvero stiamo consentendo al leader del primo partito parlamentare di usare minori di 2, 3, 5 anni contro una forza d’opposizione per nascondere il sequestro sistematico – quello sì, politico – di centinaia di bimbi anche di pochi mesi, che scappano da fame e guerra, spesso senza neanche un padre e una madre, la cui unica sfortuna è quella di non essere italiani?

Davvero ci stiamo rassegnando a consegnare il paese in mano a gente che sbatte per strada bambini di 11 anni con blindati e tenute antisommossa e si permette di accusare altri di essere “orchi” e “ladri di bambini”?

Davvero lasciamo che un ministro della Repubblica, a indagini in corso, senza alcun elemento e nessun titolo né competenza, come un qualunque hater da tastiera getti fango contro a sindaci, dirigenti e politici serissimi e incensurati per mero calcolo elettorale?

Pensateci bene. Perché, se la risposta è Sì, se è questo quello che abbiamo in mente quando distrattamente usiamo la parola democrazia, prepariamoci un domani ad essere noi imputati alla sbarra del tribunale del popolo, senza nessuno pronto a difenderci.

Usare i bimbi di Bibbiano per affossare un avversario non denuncia solo il livello di imbarbarimento senza precedenti a cui sono arrivati i 5 Stelle, ma mette a nudo la loro totale mancanza di idee e proposte politiche serie per questo paese, oltre gli slogan e la creazione quotidiana di un nemico da demolire e abbattere. E temo non basterà la querela annunciata dal segretario dem Zingaretti per mettere a tacere il vomito che da settimane riempie le bacheche di ogni social e i banconi di tutta Italia. Come ogni fake news, basta un attimo per renderla virale, ma possono non bastare mesi, anni – e qualche sentenza – per smontarla del tutto.

Anche per questo, quando sentiamo parlare di Bibbiano, non difendiamo il Pd. Non difendiamo un partito. Difendiamo la verità. I diritti. E, in fin dei conti, difendiamo noi stessi.

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Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.