SOLI, IN RECESSIONE E IN GUERRA COL MONDO. MA È TUTTA COLPA DEI “GOVERNI PRECEDENTI”

L’andamento del Pil negli ultimi 5 anni


Ogni volta che sento questi analfabeti dare la colpa ai “governi precedenti” mi sale un misto di rabbia, tristezza e rassegnazione che è persino difficile spiegare. Da cittadino e da italiano. 


Per cinque anni il Pil è salito ininterrottente, con punte dell’1,5%, e oggi siamo ufficialmente in recessione.


Con fatica e sacrifici enormi questo Paese ha continuato a crescere, ha ridato un minimo di fiducia alle imprese nel mezzo della tempesta perfetta. Oggi le aziende italiane vengono bastonate e quelle straniere accompagnate a schiaffi alla porta.


In pochi anni, pur tra mille difficoltà, l’Italia ha visto rinascere 1 milione di posti di lavoro. Precari quanto vuoi, ma intanto i giovani entravano, di fronte a sè vedevano una prospettiva, un futuro. Oggi la parola lavoro è stata cancellata per decreto dalla carta costituzionale e abbiamo sostituito 1 milione di lavoratori con 5 milioni di mantenuti. 


Il mondo cominciava a tornare ad apprezzare il made in Italy e le eccellenze riacquistavano competitività su ogni mercato del globo, oggi gli ambasciatori vengono ritirati dall’Italia come ai tempi di Mussolini.


Le infrastrutture iniziavano a vedere la luce, oggi abbiamo tagliato anche l’unico collegamento con l’Europa e, insieme, l’ultima speranza di non sparire dalle carte geografiche del continente.


Non era il paese dei sogni, molte cose potevano essere migliorate, troppi diritti ancora negati, ma intanto eravamo lì, in qualche modo, noi cittadini europei e, solo dopo, italiani. Oggi ti raccontano “prima gli italiani” e intanto ci sono 120 vertenze di aziende italianissime in crisi a prendere polvere nei cassetti del ministro del Lavoro, troppo impegnato a scodinzolare dietro ai gilet gialli a Parigi.


Ascoltavamo i nostri luminari, i nostri migliori economisti, oggi basta essere giovane e laureato per diventare all’istante un “nemico del popolo”, e l’unica prospettiva di carriera è la fuga.

Credevamo nella scienza, nella medicina, avevamo fiducia in chi aveva studiato e possedeva una competenza, oggi al governo c’è chi ti dice che è “buon senso” non vaccinare tuo figlio.

Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio

Siamo un paese fermo, vecchio, razzista come mai prima, rabbioso, meschino, che non fa più figli e rifiuta quelli degli altri, che odia il prossimo, l’ultimo, il nero solo perché ne è tremendamente spaventato. Siamo un popolo condannato all’estinzione che ha bisogno di morire, ancora una volta, tra le mani e nel pugno di ducetti e demagoghi, prima di tornare a lottare per la propria libertà.


Seguite chi volete, votate chi vi pare, ma, per favore, non credete a chi vi dice che lo sta facendo per voi. Ribellatevi quando vi trattano da stupidi e provano a mettervi paura. Incazzatevi quando vi dicono che è colpa di “quelli di prima” per nascondere il fatto che non hanno la minima idea di cosa stanno facendo. Guardateli bene i Salvini, i Di Maio al prossimo comizio. Guardateli per un attimo fissi negli occhi: sono spaventati molto più di voi. Sono spaventati a morte. E sapete da cosa sono terrorizzati? Che apriate gli occhi e vi voltiate dall’altra parte. Senza di voi, loro non esistono. Sono solo cialtroni, arruffapopoli, masanielli del nulla, sotto tutto il peso delle loro menzogne. 


Pensateci quando vi raccontano che è tutta colpa di chi li ha preceduti. Tornate ad incazzarvi come una volta, per una volta, almeno una volta. Credetemi, ne vale la pena, è bellissimo. E tremendamente liberatorio.

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Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.