SAOLINI, QUELL’ODIO VIRALE CHE RENDE IL MONDO UN POSTO PEGGIORE

Gian Marco Saolini nell’ultimo dei suoi “travestimenti”


Quest’uomo è un mitomane. Va detto chiaramente, e non bisognerebbe limitarsi a dirlo: è importante fare qualcosa di concreto per impedire a Gian Marco Saolini, questo il suo nome, di fomentare odio e rabbia con la scusa di fare “esperimenti sociali”.

Spacciandosi per marinaio dell’Aquarius che dice di aver visto i migranti far festa giorno e notte e giocare alle slot-machine, per giurato di Sanremo che ha subìto il diktat della Sinistra nel voto e per decine di altri personaggi che spingono ogni volta milioni di italiani verso l’odio, Saolini cavalca l’ignoranza della gente e fomenta le pulsioni più basse, allo scopo di accrescere la propria popolarità, contribuendo così a un mondo peggiore. Si nasconde dietro all’idea di satira, ma quel che fa è violenza psicologica.

photo @ga

Perché non c’è niente da ridere con Saolini: non è satira la sua, non fa pensare, non fa capire. Si limita a far emergere l’orrore e a dargli linfa. È facile dire che “chi gli crede è il vero problema”: chi gli crede è, semplicemente, l’italiano medio, mediamente ignorante e tendenzialmente incapace di distinguere un buffone da un personaggio reale. Ma quell’italiano vota e determina la vita sociale di tutti noi, e davanti ai video di Saolini trova conferma ai suoi pensieri peggiori, oramai sempre meno nascosti. 

Per schizzare fango ovunque basta un saltino in una pozzanghera, e per pulire ci vogliono molto tempo e cura. E pulire gli effetti un video falso da milioni di visualizzazioni è semplicemente impossibile.
Perché la rete è un luogo che abitiamo con la stessa intensità del mondo fuori: non è pensabile lasciar agire liberamente chi si opera con costanza e violenza per renderla un posto peggiore.

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