RENZI SR. E QUELL’ASSURDA GOGNA MEDIATICA NEL PAESE CHE “ASSOLVE” SALVINI

Tiziano Renzi (Ansa)


Ho conosciuto virtualmente Tiziano Renzi in occasione della mia uscita pubblica dai 5 Stelle. Siamo diventati “amici” su Facebook, per quello che significa, e ho avuto modo di scoprire un uomo tenace e perbene, così lontano dall’immaginario fosco con cui per anni è stato sbattuto con infamia sui giornali. Più volte, in questi pochi mesi, ci siamo ritrovati reciprocamente l’uno nelle parole dell’altro, esprimendolo nell’unico modo in cui qui sopra si possa fare: un like.

Ma non è per questo che la notizia del suo arresto mi ha scosso così profondamente.

Detesto la giustizia usata come clava politica, l’esultanza da stadio ad ogni indagine, ad ogni provvedimento cautelare, ad ogni condanna, a prescindere dall’appartenenza politica. Non mi sentirete mai esultare per un blitz al padre di Di Maio o per un rinvio a giudizio nei confronti di Salvini, anche se riguarda il reato peggiore di cui ci si possa macchiare: il reato di disumanità. E anche, tra l’altro, perché è stato appena cancellato con un colpo di spugna dagli stessi che in questi anni hanno condannato senza prove migliaia di persone.

Ma questa volta abbiamo superato il limite di decenza anche per un Paese analfabeta e forcaiolo come questo.

Matteo Renzi

Che oggi due cittadini incensurati di 70 anni siano esposti alla gogna mediatica dei domiciliari, a distanza di quasi 4 mesi dalla richiesta del Pm, senza il benché minimo rischio di fuga, inquinamento di prove o reiterazione del reato, il tutto accompagnato da ululati belluini e insulti irriferibili da parte di un’intera tifoseria politica, beh, questa – al di là del merito delle indagini che non tocca a me valutare – è una bestialità che mette i brividi per quello che siamo e per la comunità in cui viviamo. E il tutto avviene, per uno scherzo beffardo del destino, nelle stesse ore in cui il vicepremier e ministro degli Interni Matteo Salvini veniva “assolto” con formula piena dal tribunale del web senza uno straccio di carta, competenza o documentazione. Ma cosa è diventato questo Paese? Quanto fango dobbiamo ancora sopportare, quanti schiaffi allo stato di diritto dobbiamo subire ancora prima di svegliarci da questo incubo? 

Raccogliamo i frutti di quasi un decennio di giustizialismo forcaiolo e ipocrita, che ha trasformato il garantismo in una parolaccia e si ricorda di essere innocentista solo quando riguarda la propria parte politica. Oggi tocca ai Renzi, a Tiziano, a Matteo, a cui va la mia solidarietà umana. Domani al posto di suo padre potrebbe esserci il vostro. Auguratevi che non accada mai, e che non sia costretto a subire quello che stanno subendo in queste ore lui e la moglie. Nessuno si merita tutto questo.

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Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.