QUELLA DI ELEONORE NON È DISOBBEDIENZA CIVILE MA OBBEDIENZA ALLE LEGGI DEL MARE

Klaus Peter Reisch, comandante della nave Eelonore della ong tedesca Lifeline


Con la forza della legge, col diritto di decine tra convenzioni e trattati internazionali e col coraggio della ragione, Klaus Peter Reisch, comandante della nave Eleonore della ong tedesca Lifeline, con a bordo 104 migranti, ha appena forzato il divieto di ingresso in acque territoriali italiane e sta facendo rotta verso Pozzallo.

Da 8 giorni i profughi sono ammassati in poche decine di metri quadrati, allo stremo delle forze, tra tempeste e temporali, e costretti a dormire all’aperto di notte legati a imbragature di fortuna per non cadere in mare. È a tutto questo che oggi l’Italia sta chiudendo le porte. È di tutto questo che dovremo rispondere, di ognuna di queste navi, di ognuna di queste vite.

Con un tweet la Lifeline si è rivolta agli italiani. Si è rivolta a noi. “Sarebbe bello se a Pozzallo ci accogliessero persone e avvocati.” Proprio così hanno scritto: persone e avvocati. Il popolo e la legge. L’umanità e il diritto. Ci sarà bisogno di entrambe le cose per vincere questa battaglia di civiltà.

Solo un Paese che ha perduto del tutto il significato della parola “legge” può considerare un reato l’atto di resistenza di Klaus e del suo equipaggio. Che hanno dichiarato lo stato d’emergenza e, all’ennesimo rifiuto di sbarco, hanno consapevolmente violato un divieto illegittimo, incostituzionale e inumano. Ma smettiamo di chiamarla disobbedienza civile e cominciamo a chiamarla col suo nome: obbedienza alle leggi del mare. E, in fin dei conti, al giudice più importante di tutti: la nostra coscienza. 

Facciamogli sentire che non sono soli. Che siamo in tanti a stare dalla parte dei migranti, di Klaus, della Lifeline. Che sono i benvenuti. E che non abbiamo bisogno di una sentenza o del permesso di sbarco di un ministro dell’odio per stare dalla loro parte. I porti sono sempre aperti. Sempre.


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Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.