POSSONO BRUCIARE UNA LIBRERIA, MA NON POSSONO ESTIRPARE LE IDEE SU CUI È COSTRUITA

Ciò che resta della Pecora elettrica, data alle fiamme questa notte


Questo è quello che resta stamattina de La Pecora Elettrica, a Roma.

Avrebbe dovuto inaugurare domani, per la seconda volta, questa libreria caffetteria antifascista nel cuore di Centocelle, un presidio di libertà e solidarietà, un’icona per chi non si arrende all’odio e ricuce vite e reti sociali nelle nostre periferie. E, per la seconda volta in sei mesi, è stata data alle fiamme da ignoti squadristi. La prima volta era accaduto il 25 aprile, una data simbolo. Ieri notte quel senso di paura, inermità, distruzione che ritorna, brucia tutto quello che incontra: tavoli, sedie, muri, libri. Libri.

Solo ieri hanno intervistato Daniele, il proprietario. “Avete paura?” gli hanno chiesto. E lui ha dato una risposta che oggi suona come un sinistro presagio. “Un po’ di paura c’è, ma cerchiamo di non pensarci. Certo, siamo consapevoli che il territorio sembra fuori controllo. Non sentiamo la presenza delle istituzioni.”

Ed eccola la parola chiave che ogni volta ritorna: “Non sentiamo la presenza delle istituzioni”. Sparite, non pervenute, sfumate sullo sfondo di una città che, mai come oggi, è stritolata nelle mani di una miscela micidiale di clan, neofascismo e narcotraffico che fanno il bello e il cattivo tempo. Non solo a Centocelle. Chiamatela Mafia Capitale, chiamatela come volete. La verità è che oggi la Capitale d’Italia è ufficialmente e drammaticamente fuori dal controllo dello Stato. E prima o dopo bisognerà affrontarlo.

Siamo in guerra. E, dentro questa guerra, si sta disputando una battaglia di cui si parla pochissimo ma che sarà decisiva per l’esito finale. È tutta qui, in questa foto, in quest’insegna bruciata ma ancora viva. Se c’è un cosa di cui i nemici hanno un disperato, tremendo, terrore, quella è la cultura. I libri. Per questo li bruciano, per questo li distruggono, per paura che possano contagiare la società come un virus.

La Pecora elettrica risorgerà dalle sue ceneri, ancora una volta, fatevene una ragione. Potete anche bruciare un luogo, ma non potrete mai estirpare le idee sulle quali è stato costruito.


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Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.