Il momento in cui Carola Rackete è stata portata via dalla Guardia di Finanza (photo La Stampa)

Arrestata e portata via in piena notte come un pericoloso criminale. L’immagine della capitana della Sea-Watch 3, Carola Rackete, caricata su una volante della Guardia di Finanza al porto di Lampedusa, resterà a lungo il simbolo di quello che è diventato il nostro Paese, che criminalizza chi salva vite in mare e tace di fronte a mafie, corruzione, fascismo e razzismo dilaganti.

Se esiste un punto di non ritorno, l’Italia lo ha toccato stanotte, all’una e quaranta. Da questa ora, e da questa data, di fronte a un’immagine così drammatica e potente, nessuno potrà dire domani: non sapevo. Tutti sapevamo, perché noi questa notte c’eravamo. Ci sono fotografie, immagini che ti inchiodano al muro, ti costringono in un attimo a scegliere chi sei e da che parte stai. Non ti consentono di voltarti dall’altra parte.

Potete pensare tutto quello che volete di Carola come comandante, potete insultarla, sfogare tutta la vostra misoginia, potete darle della delinquente, della “viziata figlia di papà”, ripetere e ripetervi che ha violato la legge.

La verità è che, mentre picchiettate i vostri umidi e mollicci polpastrelli sulla tastiera, questa giovane donna coraggiosa col suo straordinario gesto ha appena salvato la vita a 42 persone che la vostra legge avrebbe condannato ad affogare in mezzo al mare o ad essere torturate e violentate in un lager. È questo che fanno i capitani. Quelli veri.

Grazie Carola. L’Italia pulita non ti lascerà mai sola. Mai!
Ora arrestateci tutti.
#iostoconcarola

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Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.