NON CHIEDETE DA DOVE VIENE L’ASSASSINO MA GIUSTIZIA. FATELO PER MARIO CHE È MORTO IN NOME DI QUEL DIRITTO

Mario Cerciello Rega, ammazzato a 35 anni mentre faceva il suo lavoro
Diranno che sono “bestie indegne dell’Italia” (Giorgia Meloni). Invocheranno la gogna perché “la galera non basta” (Matteo Salvini). Chiederanno che sia “appeso su pubblica piazza”. Scriveranno che è colpa di Carola, della sinistra, dei buonisti, del Papa… Daranno la colpa a me, a voi, a chiunque osi non adeguarsi all’odio, non allinearsi alla creazione di un nemico da dare in pasto alle viscere del paese.

Lo faranno perché lo stanno già facendo.

Quello che sentirete nelle prossime 24 ore sarà un profluvio di plurali, di generalizzazioni, di semplificazioni da parte di un tribunale del popolo che ha messo alla sbarra non un assassino, un delinquente, ma 5 milioni di innocenti.

Succederà perché sta già succedendo.

E noi, nel giorno del dolore più grande e straziante di tutti, di fronte a un ragazzo della mia età ammazzato mentre faceva il proprio lavoro, dobbiamo combattere con ogni forza e ovunque per pretendere giustizia. Per la moglie, per la famiglia, per quei 5 milioni di persone e per gli altri 55, per il futuro della nostra società democratica e per noi stessi. Per ripetere all’infinito che un assassino non ha e non avrà mai colore, religione o nazionalità, che non è africano, albanese o italiano: è semplicemente un assassino. E, come tale, ne risponderà di fronte alla legge. Infine, vi prego, facciamolo per Mario, che è morto per difendere quel diritto. E lo ha fatto per tutti noi.

Non c’è modo più giusto per onorare Mario. Non c’è battaglia più chiara da combattere.


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Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.