MENTRE NOI CI FACCIAMO “TROLLARE”, IL GOVERNO TAGLIA I FONDI AI DISABILI

Il post incriminato


In queste ore sta facendo il giro del web il post di un certo Pier Luigi Tosti che commenta in modo abominevole l’esibizione di Emma Marrone a “C’è posta per te”, su Canale 5, al fianco di due giovani fan affetti dalla sindrome di Down. Un’immagine bellissima, che dovrebbe essere condivisa sui social come straordinario esempio di amore, apertura, civiltà. E che, invece, in quella centrifuga d’odio e sensazionalismo che è diventato ormai Facebook, diventa l’occasione per offendere in maniera disgustosa i due ragazzi, la stessa Emma e, come potrebbe essere altrimenti, il Pd.

Se si escludono i migranti, che pure sono evocati sullo sfondo (alla luce della recente vicenda che ha riguardato proprio la cantante pugliese), in queste tre righe scarse, è stato condensato l’intero armamentario dell’hater da tastiera. Anzi, il post è impregnato dei più tipici luoghi comuni e bersagli degli odiatori seriali da sembrare addirittura… finto. E non è un caso, perché questo post è, di fatto, e a tutti gli effetti, falso. O, meglio, creato ad arte, studiato e concepito da parte di un profilo falso (cancellato l’istante successivo) esattamente per ottenere lo sdegno e l’indignazione di chi ha conservato ancora un briciolo di umanità. In altre parole, un fake. Ciò che resta, tra finzione e realtà, è uno dei post più squallidi e disumani mai scritti su questa piattaforma a memoria mia.

photo @ga

Di fronte a un tale abominio, la prima reazione, immediata, non può che essere di rabbia e sgomento. Ed è esattamente questo che voleva chi ha concepito quella frase. Ma la verità è che ogni molecola di energia utilizzata per indignarci di fronte a tutto ciò è una molecola sprecata per costruire un mondo e una società migliori di quelli in cui viviamo.

È questo che fanno i troll: distrarre l’attenzione, deviarla, confonderla e, infine, disperderla. In una parola: “trollare”. Creare in laboratorio rabbia facile, inerte, fine a se stessa, mentre quello che davvero meriterebbe il nostro sdegno e la nostra reazione si consuma altrove, nei fondi dimezzati all’assistenza, nei tagli alle risorse per i disabili, nella discriminazione sistematica verso i portatori di handicap, nei diritti quotidianamente negati agli ultimi e ai più fragili. 

Per questo oggi è così importante capire la differenza tra un troll e una persona fisica, tra una minaccia artificiale e una reale. Ognuno di noi deve compiere questo sforzo se vogliamo evolvere come società nell’epoca dell’iperconsumo digitale. È importante. Ne va della nostra capacità di resistenza, e in fin dei conti del nostro futuro.

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Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.