LO STATO DI DIRITTO SPIEGATO SEMPLICE, A PROVA DI LEGHISTA

La foto del ragazzo americano legato che ha fatto il giro del mondo


Provo a spiegarla con parole semplici, a prova di leghista.

E se quel ragazzo bendato, invece di essere complice dell’omicidio di un carabiniere (già, non è l’esecutore materiale), avesse rubato un pacchetto di chewingum al supermercato? A quel punto quella foto avrebbe meritato la vostra indignazione?

E se fosse stato italiano e avesse sparato otto colpi a un rumeno durante una rapina? Quanta rabbia vi avrebbe provocato quell’immagine? Quanti insulti avreste rivolto a quelle mele marce dei carabinieri che ora paragonate a Falcone e Borsellino?

E se, invece che nella caserma dei carabinieri di via in Selci, a Roma, quello stesso italiano fosse stato bendato in un distretto di polizia in Kansas o in Illinois o, peggio, in Marocco o in Senegal? Quante campagne avreste fatto in suo nome, quanti appelli per la liberazione, quanti inni alla sovranità violata?

Bene, vi do una notizia. Per noi non sarebbe cambiato nulla. La nazionalità, la gravità del crimine commesso, eventuali alibi o aggravanti, tutto ciò non ha nulla – ripeto, nulla! – a che vedere con il trattamento del fermato, e di sicuro non spetta agli agenti delle forze dell’ordine stabilire il grado di punizione a 24 ore dalla confessione, ma ai giudici dopo indagini approfondite e imparziali, un equo processo e tre gradi di giudizio.

Nessuno di noi, e tantomeno degli inquirenti, è tenuto a mettersi nei panni della moglie del carabiniere ucciso. Anzi, è fondamentale che non lo faccia per non inficiare la validità delle indagini e la serenità del giudizio. Questo non è “farla pagare a quelle bestie”, ma diventare noi le “bestie”. E fornirgli un alibi per essere estradati o scagionati. Anche un bambino di quarta elementare a digiuno di diritto lo capirebbe.

Lo Stato ha già previsto forme di pena più pesanti per casi di particolare gravità o di rischio concreto di reiterazione del reato (come, ad esempio, il 41 bis) ma non vengono decise in una caserma dei carabinieri durante un fermo, né tantomeno su Facebook da un tribunale del popolo con in tasca il diploma di terza media strappato a fatica. Tutto questo non è stato pensato per “difendere” un cittadino americano che si è macchiato del più atroce dei delitti, ma per tutelare voi, il giorno in cui avrete la sventura di ritrovarvi sotto custodia delle forze dell’ordine in attesa di giudizio.

Quel giorno non ci chiederemo di cosa siete accusati, se siete italiani, maghrebini o americani, ma pretenderemo che siate trattati come cittadini titolari dei propri diritti umani, civili e giuridici.

È per questo che l’abbiamo chiamata civiltà. E so che può sembrare incredibile, ma ne fate parte anche voi e sempre ne farete. Sforzatevi di esserne all’altezza.


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Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.