L’EUROPA CHE VOGLIAMO? QUELLA DEL PRESIDENTE MATTARELLA

Il Presidente dell Repubblica Sergio Mattarella

Nel discorso di fine anno il Presidente Mattarella ha fatto un chiaro richiamo “all’Europa dei diritti, dei cittadini e dei popoli” ricordando  e dedicando un pensiero ai familiari di Antonio Megalizzi, un sostenitore di questa visione europea e vittima di un vile attentato terroristico.

Ha esordito dicendo: “La dimensione europea è quella in cui l’Italia ha scelto di investire e di giocare il proprio futuro e al suo interno dobbiamo essere voce autorevole.”

Ormai dicono tutti che vogliono stare in Europa. Adesso anche i sovranisti lo dicono (dopo aver letto i sondaggi). Ma il punto è quale visione di Europa si vuole. La visione di Antonio è quella di tanti di noi, ovvero di un’Europa che:

  • tuteli la sicurezza e la libertà individuale dei cittadini, la mobilità delle persone e delle cose, i diritti delle persone e degli animali; la qualità dei prodotti europei contro i prodotti extra UE con materie prime di bassa qualità;
  • che possa assurgere a un ruolo rilevante nello scacchiere mondiale in politica estera;
  • investa in istruzione, formazione e ricerca;
  • investa e sostenga la green economy;
  • che proponga soluzioni sostenibili in tema ambientale su problemi come cambiamenti climatici e dissesto idrogeologico, smaltimento dei rifiuti, inquinamento e qualità dell’aria; che assicuri la certezza della pena e una giustizia senza giustizialismo;
  • che nel welfare veda sviluppo e valore, non solo un costo per gli Stati.

Un’Europa che propugni la meritocrazia delle opportunità,ovvero gli Stati Uniti d’Europa.

Antonio Megalizzi

Come ricorda il Presidente Mattarella, nel 2019 saremo chiamati al voto per le elezioni europee e in questa occasione ognuno di noi sarà chiamato a scegliere l’Europa che vuole: la scelta sarà tra l’Europa degli interessi egoistici degli stati sovranisti, dell’odio e del sospetto, della paura verso il diverso, verso lo straniero, dimenticando che quando siamo a casa di altri tutti sono stranieri. Oppure potremo scegliere l’altra visione di Europa: quella della solidarietà, dei diritti e dei doveri, dell’accoglienza nel rispetto delle regole e delle prerogative istituzionali.

Chi soffia sulle paure delle persone non lo fa perché vuole cambiare le cose, ma piuttosto perché intende ottenere vantaggi elettorali a scapito del bene della collettività: sa bene  che  il popolo in cambio di sicurezza potrebbe rinunciare volontariamente  alla propria libertà, lasciando le mani libere a chi comanda.

Rimane un dubbio: quand’anche ottenessimo l’agognata sicurezza in cambio della libertà, potremmo ancora definirci uomini e donne?

Un uomo privato della propria libertà individuale può ancora definirsi tale?

Abbiamo la possibilità di fare la differenza e possiamo e dobbiamo avere il coraggio di coglierla: perché solo con il coraggio di costruire questa Europa potremo avere maggiore eguaglianza tra gli individui, senza rinunciare alla nostra libertà.

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Written by Monica Pradelli
Giurista e European Project manager. Bibliofila e appassionata di innovazione culturale. Cura un blog su Europa e Fondi europei per la "Gazzetta di Modena" e collabora con Gli Stati Generali con articoli su cultura, Biodiritto e attualità