LA STRAORDINARIA LEZIONE “SOCIAL” DELLA MAESTRA ALL’HATER LEGHISTA

Un momento della trasmissione


Più o meno nelle stesse ore in cui a Foligno un maestro elementare costringeva un bambino nero e la sua sorellina a mettersi in un angolo, additandoli di fronte ai compagni: “Guardate quanto sono brutti”, 400 chilometri più a nord, a Rapallo, andavano in scena su una tv locale, Telepace, le immagini di una mostra sui flussi migratori in cui i bambini di una scuola di pari grado illustravano Riace come simbolo e modello d’accoglienza, spiegandone in modo puntuale ed efficace l’esatto funzionamento.

Un progetto mirabile, un’iniziativa educativa e divulgativa nata spontaneamente dalla curiosità degli alunni e priva di ogni secondo fine o propaganda politica. Chiunque con un minimo di onestà intellettuale se ne sarebbe reso conto. Chiunque, certo, tranne… un leghista. Capita, infatti, che una consigliera comunale della Lega a Genova, Francesca Corso, facendo zapping, si imbatte in questo programma e non trova niente di meglio da fare che armarsi di bava e tastiera e licenziare questo post, che rimarrà agli annali come una pietra di inciampo dell’odio e dell’ignoranza a memoria delle generazioni future:

“SCANDALOSO! 

Io non so quanti di voi abbiano mai guardato Telepace, canale 15 sul mio TV, ma per caso questa sera ci sono capitata facendo zapping.

E..udite udite: Istituto San Benedetto di Rapallo, spuntano due bambini con microfoni e immagini di sfondo, che spiegano come quello di Riace sia un modello da seguire, che il Signor Lucano sia un esempio per noi tutti e che sperano (loro, si e no 10 anni) che si vada in quella direzione ovunque.

Signori, Mimmo Lucano, quello che organizzava matrimoni combinati per far restare in Italia i clandestini, che trattava i cittadini come merce di scambio.

Che schifo! Se mio figlio andasse in quell’istituto, lo ritirerei stasera stessa. 

(Qui un piccolo estratto, ma se accendete ora, la bella trasmissione va avanti, sempre utilizzando bambini che guardano barchette di carta affondare di fronte alla triste indifferenza, che ci raccontano le manifestazioni con magliette rosse e via dicendo..)”

Francesca Corso

Boom!

La consigliera leghista, che ho avuto – ahimé – il dispiacere di conoscere ai tempi in cui lavoravo in Regione, probabilmente era convinta di suscitare l’ennesima ondata di reazioni indignate e cariche d’odio da parte delle risorse salviniane. E non rimarrà delusa, intendiamoci. I like e i commenti di sdegno arrivano. Almeno all’inizio.

Ma, col passare dei minuti, complice anche il passaparola, accade che il post viene inondato da una serie di commenti di segno diametralmente opposto. Genitori che portano i figli in quell’istituto, insegnanti, gente comune, tutti compatti e – cosa più importante – con una commovente grazia, senza scadere mai nella rabbia o nell’insulto greve, fanno notare alla consigliera quanto quel post sia volgare, inopportuno, offensivo e denigratorio in primis proprio nei confronti dei bambini, offrendo un vero e proprio esempio di civiltà e di tolleranza. Di questi tempi, specie sui social, un miracolo.

Ebbene, tra le decine di commenti, spicca quello di Alessandra Reina, che da subito si qualifica come la maestra che ha ideato la mostra-progetto sull’immigrazione. E quello che scrive diventa una delle lezioni più intelligenti e pulite a cui mi sia mai capitato di assistere. E, attenzione, non la sta dando ai bambini questa volta, bensì agli adulti come Francesca Corso e a tutti quei genitori che oggi, in Italia, non riescono più a vedere la bellezza dell’umanità, oltre al colore della pelle, oltre alla nazionalità e alla provenienza. Ve la voglio far leggere tutta, fino in fondo. Senza toccare una virgola.

“Buongiorno a tutti , prendo questo spazio per presentarmi, sono l’insegnante Alessandra Reina , lavoro da tempo all’Istituto San Benedetto di Rapallo e i bimbi che avete visto sul post sono i miei alunni di 11 anni , frequentano la classe V e sono io la responsabile della mostra sui flussi migratori.

Tengo a puntualizzare che la suddetta è nata da un interesse spontaneo della classe , studiando il sistema politico amministrativo all’inizio dell’anno , da una ricerca su termini come : razza, tolleranza e intolleranza . Nata con questi presupposti, la mostra non ha mai avuto un fine politico ma e’ una raccolta di testimonianze atte ad approfondire il tema che si voleva trattare.

Il nostro istituto è una scuola gestita da una direzione e da uno staff insegnanti presente e attenta alle esigenze delle famiglie ma soprattutto dei bambini, aime’ non abbiamo le tasche gonfie di soldi come qualcuno pensa ma di dignità, quella si, anzi le rette sono le più basse della riviera ligure .Siamo una scuola paritaria , di fatto  spiritualmente più di tutto … così ai nostri bambini si insegna l’interesse per la cultura, il rispetto verso la sacralità della vita,l’istruzione e la disciplina sono il fulcro delle nostre intenzioni didattiche .

Nella fattispecie; della parte dedicata a Riace , dopo essermi minuziosamente documentata, ho deciso che sarebbe stata quella la città che avremmo preso come esempio di testimonianza riguardo al modello di accoglienza , accreditati giornali e reportage citano Riace come esempio, devo dire oggi tentativo , di risollevamento del territorio utilizzando il flusso migratorio come opportunità e non come piaga sociale . La polemica del matrimonio si riferisce ad uno , consapevole e consensuale .

Detto ciò io non sono qua a difendere scelte politiche ne’ condannarne altre, difendo il diritto all’informazione, all’educazione e alla cultura e rifiuto ogni vostro commento classificandoli come antidemocratici . 

La manipolazione dei bambini non sta nel raccontare e spiegare come va il mondo, anche attraverso i giornali e la comunicazione, sta nel trovare per forza un nesso logico attrattivo e utilitarista, al fine di affrancare attività politiche e rafforzare i propri interessi personali , questo atteggiamento è lontano da assicurare un futuro migliore ai nostri ragazzi.

Nessuno di noi ha la verità in mano ma documentarsi e scegliere di avere un’opinione sulla base di documenti e testimonianze non è affatto un reato. 

Non risponderò ovviamente ad altre provocazione sul nostro istituto , poi filmare dei ragazzi in televisione e sbatterli sulla Sua pagina Facebook per fare polemica politica è alquanto triste e volgare.

Noi siamo qua e se vorrete venire a conoscerci le porte sono aperte per tutti .”

Ah, non perdete tempo a cercare il post in rete. La lezione è talmente bella, e la reazione di mamme e insegnanti talmente giusta, talmente spontanea e composta, che alla povera leghista non è rimasto altro che cancellare il contenuto e fare quello che fanno tutti gli odiatori quando vengono sbugiardati con intelligenza: scappare con la coda tra le gambe. Ricordatevi come si fa, la prossima volta che vi trovate di fronte un hater.

Se ti è piaciuto l’articolo e condividi il nostro modo di fare informazione, CLICCA QUI per sostenere il blog con una donazione libera e volontaria. Anche pochi euro per noi possono fare la differenza. Grazie!



Share:
Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.