INGANNO NO-TAV: I COSTI-BENEFICI VANNO VALUTATI IN DECENNI E IN OTTICA GLOBALE

Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli
La questione TAV Torino-Lione sfiora ormai il ridicolo. Con ottusa insistenza, politica e informazione continuano a veicolare un messaggio troppo facilmente equivocabile: perché costruire una nuova tratta ferroviaria quando ne esiste già una che unisce le due città? L’assicuratore di Cremona (il ministro Danilo Toninelli, ndr) si spinge a calcolare la differenza dei tempi di percorrenza per sostenerne l’inutilità: che bisogno c’è che le merci impieghino pochi minuti in più per spostarsi da una città all’altra?

Di fronte alla realtà delle cose, definita dal sistema economico nel quale il mondo industrializzato si è strutturato a partire dalla caduta del muro di Berlino, c’è da chiedersi se siamo di fronte a un surplus di incompetenza o a un bieco cinismo che capitalizza l’ignoranza diffusa. Leggo dichiarazioni che, a proposito della Torino-Lione, mettono alla gogna il “sistema degli affari” che la sostengono. A Roma direbbero: “O ce fai o ce sei”. Il sistema degli affari è il mondo economico nel quale viviamo!

Una mappa dei corridoi transeuropei che interessano l’Italia

Ciò che non viene esplicitamente detto nella comuncazione sulla Torino-Lione è che, di fatto, si parla in realtà di una piccola tratta della TAV Lisbona-Kiev, la cui ragione economica ha origine proprio nel sistema di produzione e circolazione delle merci in un quadro di sviluppo del sistema capitalistico sovra-nazionale. Di questo sistema si fa promotore attivo, paradossalmente, l’ultimo paese ufficialmente comunista ancora esistente nel mondo industrializzato, la Cina. La necessità di far circolare più rapidamente ed efficacemente le merci a livello globale ha infatti preso avvio dopo la caduta del muro di Berlino; la strategia dei corridoi europei nasce infatti nel 1992 con la Conferenza Paneuropea con lo scopo di connettere Europa Occidentale ed Europa Orientale.

Questa strategia di connessione “commerciale” transnazionale è stata fatta propria dalla Cina con la programmazione, e realizzazione già in parte, di linee di trasferimento merci da e per l’Europa. Naturalmente i sistemi sono interconnessi. Questo è lo scenario globale della Torino-Lione. In questo scenario la TAV va evidentemente valutata nella prospettiva di decenni, e sarà meglio allenarsi per tenere il passo; produzione di merci da far circolare significa banalmente forza lavoro occupata; parliamo quindi di oggetti materiali da produrre e/o consumare che devono viaggiare in treno in aereo o in nave, a seconda delle disponibilità di trasporto e dei relativi costi.

Le rotte ferroviarie commerciali tra Cina ed Europa

A fronte della complessità del tema le dichiarazioni della politica, contraria al completamento della TAV, usano argomenti risibili come la perdita di risorse legate ai pedaggi autostradali che vengono a mancare o del possibile utilizzo della vecchia linea ferroviaria del Frejus, costruita a metà ottocento, senza considerare la capacità di carico necessaria per la nuova rete di trasporto merci (su questi corridoi ferrroviari viaggiano treni da 1.400 tonnellate).

Come non ripensare alla dichiarazione di Beppe Grillo nel suo show di Palermo il 12 Aprile 2018 per celebrare il risultato delle elezioni: “Abbiamo costruito un’arca dove abbiamo messo i depressi, la gente che voleva condividere la sfiga con altri”.

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Written by Alfredo Cometti
Architetto urbanista