IL SOGNO DI MAISSA, DAL SENEGAL SU UN BARCONE A GIOCATORE DELLA ROMA

Ndiaye Maissa Codou


È arrivato in Italia a bordo di un barcone. Un anno e mezzo fa. Veniva dal Senegal senza un soldo in tasca e un vago sogno in testa: diventare un giocatore di calcio. Un calciatore vero. Come quelli che vedeva solo in fotografia. E Ndiaye Maissa Codou avrebbe continuato a sognarlo per mesi, anni, e a un certo punto avrebbe finito per arrendersi alla realtà. Solo che nella vita a volte accade. Non accade mai, ma a volte accade.

Accade che dieci anni fa, quando Maissa era solo un bambino di 7 anni, in un bar di piazza Garibaldi, a Napoli, un operatore sociale pazzo per il calcio si mette in testa un progetto folle e meraviglioso: radunare tutti i migliori talenti africani scappati da guerra, fame, miseria, e mettergli un pallone tra i piedi. Lui si chiama Antonio Gargiulo, la squadra si chiamerà Afro-Napoli United e, in un decennio, ha tolto dalla strada centinaia di migranti, offrendoli un lavoro, una possibilità, una dignità, un futuro.

Accade che, nel settembre 2018, Antonio e il direttore sportivo Pietro Varriale notano questo ragazzo di 16 anni giocare per strada insieme a degli amici. Dopo cinque minuti, Maissa è il nuovo difensore centrale dell’Afro-Napoli United, e la sua vita è appena cambiata per sempre. Perché Maissa non è un giocatore qualsiasi. Maissa è forte, ha doti atletiche eccezionali, la testa di un professionista, la forza di chi ha sofferto davvero. I principali club italiani lo tengono d’occhio. La spunta la Roma, e oggi Maissa è stato presentato come un nuovo giocatore giallorosso.

Accade che, in meno di due anni, Maissa è passato dalle strade polverose del Senegal a un barcone carico di sogni e dolore, al piazzale del bar di una stazione di Napoli, a un campo di periferia, fino agli stadi di Seria A.

I sogni accadono, se sulla tua strada trovi qualcuno che li trasforma in realtà. Qualcuno come Antonio che vede risorse e opportunità dove altri vedono solo un problema. Ci sono uomini che cambiano la propria vita, come Maissa. E uomini come Antonio che cambiano la storia. Di tutti noi. Quanta bellezza. Quanta bellezza.  


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Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.