IL BUONISTA 3 – PERCHÉ IL FASCISMO NON HA FATTO “ANCHE COSE BUONE”, SPIEGATO BENE

photo @ga


Il fascismo ha fatto anche delle cose buone.”

Caro nostalgico che ogni tanto, ciclicamente, te ne esci con questa sciocchezza sesquipedale, provo a spiegartela una volta e per tutte, e per sempre. Il problema non è neppure quello che dici, ma come lo dici.

Cosa vuol dire “buono”? Il problema oggi per chiunque si avvicini senza paraocchi ideologici al Ventennio mussoliniano non è certo giudicare, uno alla volta, i singoli provvedimenti attuati. 20 anni rappresentano un arco di tempo sufficientemente lungo per trovarci dentro tutto e il contrario di tutto. È persino probabile che, cercando bene, si trovino leggi, misure e azioni politiche che un contemporaneo con gli occhi di oggi potrebbe persino considerare di buon senso. Solo che un politico serio – come chiunque altro – che conosca la storia e difenda i più elementari principi di libertà, civiltà e democrazia non può ridursi a una mera funzione di archivista limitandosi a catalogare singoli fatti del tutto decontestualizzati dal quadro completo.

Benito Mussolini durante una parata fascista

Il Fascismo non può che essere analizzato come un unico fenomeno politico e sociologico di massa che ha raso al suolo alla radice ogni forma di libertà di pensiero, parola, critica, ogni pluralismo, ogni diritto, ogni principio di equità e umanità, di diversità e uguaglianza. Non può esserci nulla di “buono” in un contesto del genere, semplicemente perché anche la miglior legge di questo mondo, la miglior iniziativa politica (e francamente non ne vedo molte) nasce già corrotta in partenza dall’humus culturale, civile e sociale in cui è nata.

Perché vedi, caro nostalgico, la politica non è una mera sommatoria di leggi ma deve aspirare alla visione e alla costruzione di un mondo migliore, di cui le leggi non sono che mezzi, strumenti. Devi immaginartele un po’ come le colonne di un edificio. Se mancano le fondamenta della democrazia e il tetto dei diritti, le colonne finiranno per restare sospese nel nulla, sorrette da nulla e a sorreggere il nulla. E, dopo poco, inevitabilmente crolleranno al suolo.

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Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.