I GRILLINI CROLLANO E GRIDANO “VITTORIA”. PER CARITÀ, NON SVEGLIATELI!

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Ogni volta che senti un grillino commentare un voto – qualunque grillino e qualunque voto – ti resta addosso quella viscosa sensazione di qualcuno che ti vuole perculare.

In 10 anni che seguo i 5 Stelle – di cui oltre 3 dall’interno – non ho mai, e dico mai, sentito un solo pentastellato dire: “Abbiamo perso”. C’è sempre un’elezione del 1992 con cui fare raffronti, un “paragone impossibile”, un’accozzaglia con cui prendersela, un regolamento a cui dare la colpa.

E così capita che il leader di un partito che negli ultimi dodici mesi ha quasi dimezzato i suoi voti a livello nazionale (scavalcato anche dal Pd), ha perso il 60% del proprio elettorato in Basilicata, il 50% in Abruzzo, addirittura l’80% in Sardegna, se ne possa uscire stamattina con un post trionfante in cui esulta: “Siamo il primo partito”. “Tracollo del Pd”. “A Matera siamo oltre il 30%!” Senza che nessuno chiami l’ambulanza.

La massima ammissione di sconfitta dei 5 Stelle è stato un Maalox preso da Beppe Grillo ormai cinque anni fa all’alba della sconfitta alle ultime Europee, quelle del mitologico “Vinciamo Noi”, poi diventato in una notte “Vinciamo Poi”. Ma anche allora ci fu qualcuno dallo stomaco talmente forte da riuscire ad esclamare: “Risultato storico. Passiamo dallo 0 al 21% ed entriamo per la prima volta al Parlamento europeo con 17 eurodeputati.” Anzi, per essere sinceri, non era qualche sparuto buontempone ma la maggioranza della base grillina.

Beppe Grillo

Nel frattempo, negli ultimi 5 anni, il Movimento 5 Stelle ha tradito ogni singolo principio e valore fondativo. Ma, se c’è una cosa su cui sono stati coerenti, è l’atavica incapacità di saper perdere. La Basilicata non fa altro che confermare un tratto che ha ormai del patologico. E nessuno, dai vertici fino all’ultimo attivista, si degnerà mai di spiegarci come mai oggi ci ritroviamo ad analizzare la 50esima sconfitta in altrettante elezioni regionali e, soprattutto: ma se ha vinto davvero il M5S, come si affannano a ripeterci, come mai a governare la Regione ci andranno Vito Bardi e il centrodestra? E non credete a chi vi dice che il vero banco di prova saranno le Europee del 26 maggio: in caso di un nuovo, prevedibile, crollo, non sentirete nessuno parlare di “sconfitta” ma di una “sostanziale tenuta” rispetto al 21% del 2014. Sempre che, nei prossimi due mesi di qui al voto, Di Maio e soci non riescano nell’impresa di rendere l’attuale flessione irreversibile in una vera e propria caduta libera, tornando ai livelli del 2012. A quel punto persino il più grillino dei grillini sarebbe costretto a pronunciare quella parolina magica: sconfitta.

Nell’attesa, sapete cosa vi dico: non svegliamoli! Per carità, non fatelo! Se va bene a loro sparire alla velocità con cui Toninelli fa una gaffe e continuare a ripetere ossessivamente con le mani premute sulle orecchie: “Abbiamo vinto, abbiamo vinto, abbiamo vinto!”, oggettivamente chi siamo noi per riportarli alla realtà? Lasciateli lavorare. Sono “ragazzi meravigliosi”. Amen!

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Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.