DUE PESI, DUE SGOMBERI: VIA MIGRANTI E ANARCHICI, MA CASAPOUND NON SI TOCCA

photo @ga


Ieri, 20 febbraio, ricorreva la giornata mondiale della Giustizia sociale. Che beffa se pensiamo che è stato lo stesso giorno in cui il Governo ha bloccato lo sgombero di CasaPound dall’immobile che aveva occupato abusivamente dal 2003 per farne la propria sede di Roma (!)

I migranti li hanno cacciati in pompa magna perché erano abusivi: forse esistono abusivi di serie A e abusivi di serie B?

Il rispetto delle leggi, come sappiamo, è indispensabile per la convivenza civile: non si possono applicare le norme solo ogni tanto, per chi ci fa comodo e chiudere gli occhi per gli altri.

I fatti. Il ministro dell’Economia e delle Finanze del Governo Conte, Giovanni Tria, ha risposto alla mozione presentata dal Campidoglio dove si chiedeva di sgomberare CasaPound affermando che non c’è priorità nello sgombero dei militanti di estrema destra, che potranno rimanere ancora nella sede di via Napoleone III.

La motivazione data dal MEF è che l’edificio non è a rischio crollo e non sussistono problemi igienici.

Così facendo si svia il nodo della questione: lo sgombero non era stato chiesto per motivi di igiene o di sicurezza, ma semplicemente per far rispettare le norme vigenti.

Il ministro Tria ci dimostra che stiamo scivolando sempre più lontano da uno Stato di diritto ed è evidente che abbia mancato ai suoi obblighi di servire lo Stato italiano, per piegarsi ai voleri di chi è contrario allo sgombero e fa valere la sua voce per avere un trattamento di favore.

Pensiamo a cosa significhi questo nei confronti di uno dei più importanti articoli della nostra Costituzione: l’articolo 2. Che recita: 

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Una manifestazione di CasaPound

Se si giustifica ogni azione con la motivazione: “Non è una priorità” è come disinnescare la legalità con il benaltrismo.

Nel frattempo, l’erario piange e i cittadini che rispettano le leggi si rendono conto che se la legge è uguale per tutti, per alcuni è più uguale che per altri, come scriveva Orwell ne “La Fattoria degli animali”.

Il punto è uno solo: o si procede allo sgombero di tutti coloro che infrangono la legge, oppure non si venga a dire “prima gli italiani”, ma come avevamo già preannunciato: “Prima gli amici nostri“. E gli altri si attacchino al tram.

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Written by Monica Pradelli
Giurista e European Project manager. Bibliofila e appassionata di innovazione culturale. Cura un blog su Europa e Fondi europei per la "Gazzetta di Modena" e collabora con Gli Stati Generali con articoli su cultura, Biodiritto e attualità