DA UN ANNO E MEZZO L’ITALIA È IN OSTAGGIO DI DI MAIO E SALVINI. ORA RIALZIAMO LA TESTA!

Luigi Di Maio (a sin.) e Matteo Salvini

E poi arriva il momento in cui realizzi che l’Italia, da quel maledetto 4 marzo 2018, è ostaggio di un bamboccione ex bibitaro del San Paolo che a 30 anni ha vinto una specie di lotteria online, è diventato ministro e vicepremier e ha finito, nel giro di pochi anni, per influenzare l’apertura dei mercati di Shangai con una semplice dichiarazione, e un ex giovane “comunista padano” parassita che ha trascorso metà della sua esistenza a sparare m**** sul paese che lo ha mantenuto per 20 anni e il resto del tempo a convincerlo che era tutta colpa degli immigrati.

E sapete qual è la cosa più incredibile di tutte? Quella di cui mai mi capaciterò e che, da un anno e mezzo, mi toglie il sonno? Che gli hanno creduto. 
A entrambi.

Il paese che ha inventato la moda, la bellezza, che ha esportato alcune delle menti più brillanti del Pianeta, che non ha rivali quando si tratta di creatività, genio, export, problem solving, a un certo punto ha creduto che fosse una buona idea affidare il proprio futuro a due ignoranti patentati, diplomati e poi laureati all’università della strada, che hanno avvelenato sistematicamente i pozzi della cultura e della società in cui viviamo, hanno insegnato l’odio e dall’odio hanno imparato a trarre profitto, hanno cancellato la parola umanità dal vocabolario, hanno annusato il potere e sono pronti a mandare l’Italia a bagno pur di non mollarlo più.

Come due personaggi così insignificanti, banali, gretti, privi di talenti particolari, senza nessuna cultura, intelligenza significativa o la benché minima visione, siano riusciti a mettersi così a lungo e in modo così smaccato un grande paese come il nostro sotto i piedi è qualcosa che sarà studiato (ancora una volta) sui libri di Storia.

Oggi a noi tocca un compito più difficile e coraggioso: mandarli a casa. Con la forza e la ragione delle nostre idee, un voto se necessario. C’è solo una cosa che, un giorno, mai nessuno ci perdonerà: non aver fatto abbastanza per fermarli, esserci scesi a patti, essere diventati, anche solo per un attimo, come loro. 
Noi siamo diversi. Non scordiamocelo mai. Noi non siamo e non saremo mai come loro. È poco? È tanto? È tutto quello che abbiamo e che sappiamo di noi. Non rinunciamoci mai per nessuna ragione al mondo.

Tutti gli incubi, prima o dopo, finiscono. Basta aprire gli occhi.

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Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.