A VERONA SI RADUNA L’INTERNAZIONALE PRO-LIFE DELL’OMOFOBIA. COL SIGILLO DEL GOVERNO

photo @ga


Nel silenzio generale, il prossimo 29 marzo si aprirà a Verona il tredicesimo World Congress of Families (Il Congresso mondiale delle famiglie). L’inglese non è casuale perché radunerà alcuni degli estremisti religiosi, anti-femministi e anti-abortisti più noti a livello mondiale: una sorta di “Internazionale dell’odio” a cui parteciperanno, in qualità di esperti (!) anche il vicepremier Matteo Salvini e il ministro per la Famiglia e la Disabilità Lorenzo Fontana e che, nondimeno, si fregerà del patrocinio della Provincia e della Regione Veneto, del Ministero della Famiglia, oltre al logo della stessa Presidenza del Consiglio.

Una scelta chiara, che traccia in modo inequivocabile la linea che questo governo seguirà in tema di diritti civili e diritto di famiglia, di cui il Ddl Pillon non è che la punta dell’iceberg. E allora è bene ribadirlo. Quel logo non è di proprietà né della Lega né dei 5 Stelle, ma appartiene a 60 milioni di italiani. E, come cittadino, abbiamo il dovere, oltreché il diritto, di batterci affinché non sia utilizzato per promuovere iniziative che minano le più elementari libertà individuali, umane e civili dell’essere umano.

Quella che andrà in scena a Verona a fine marzo è l’istituzionalizzazione, de facto, di una campagna d’intolleranza che da anni attraversa l’Europa. Che, a parole, lotta contro la disgregazione della famiglia naturale (già mette i brividi così) ma, in realtà, punta a un obiettivo molto più ambizioso e totalitario nella sua essenza: l’eradicamento di ogni altra forma di amore, di orientamento sessuale e di autodeterminazione di sè e dei propri gusti che non rientri nel recinto ideologico “Dio, patria e famiglia”. Già, proprio quello che l’8 marzo la senatrice Monica Cirinnà ha avuto l’ardire di sbeffeggiare pubblicamente, ricevendo insulti sguaiati a destra e dita alzate a sinistra. Tanto per capire quanto sia ancora lunga la strada da fare.

La bandiera arcobaleno dei diritti LGBT

A dare un’occhiata al parterre degli ospiti, raramente si erano visti concentrati in una sola sala così tanti integralisti della famiglia tradizionale. Dalla “nostra” Silvana De Mari, quella secondo cui “l’omosessualità è una pratica di iniziazione al satanismo” al Presidente moldavo Igor Dodon, che si vanta pubblicamente di non essere il Presidente degli omosessuali; dall’antiabortista spagnolo Ignacio Arsuaga all’Arciprete ortodosso russo Dmitri Smirnov, che considera i gay alla stregua di una “peste contagiosa”, fino all’ugandese Lucy Akello, il ministro ombra per lo Sviluppo sociale che proponeva “l’ergastolo per l’omosessualità aggravata” e la prigione per i “complici”, passando per l’avvocato Alfredo Mantovano, che vorrebbe cancellare senza se e senza ma la Legge 194 sull’aborto.

La tre giorni veronese è una sorta di prova generale per la “soluzione finale” di quella che viene considerata la questione sessuale. Da raggiungere non più (e non solo) con la forza e la violenza ma anche (e soprattutto) con uno strumento molto più potente, sottile e devastante: la legge. Mai prima d’ora in Europa, da 70 anni a questa parte, si sono concentrati tutti insieme al potere, o in crescita esponenziale, partiti apertamente e dichiaratamente retrogradi e oscurantisti. E mai prima d’ora si erano create le condizioni, in tutti i principali Paesi europei (dall’Italia al Regno Unito, dalla Francia all’Olanda, dalla Polonia, all’Austria, fino all’Ungheria) per modificare in modo forse irreparabile la legislazione in materia di diritti della donna e LGBT.

È tutto questo – non meno – che è in gioco i prossimi 29, 30, 31 marzo a Verona. Se accettiamo oggi che la massima istituzione governativa di questo Paese metta il cappello sul World Congress of Families, stiamo implicitamente accettando come italiani le conseguenze che queste politiche avranno domani sul piano legislativo e culturale. Per questa ragione firmerò affinché siano negati tutti i patrocini istituzionali nazionali e locali a questa manifestazione, a cominciare dal logo della Presidenza del Consiglio. Possono volerci decenni per conquistare un diritto, basta un attimo per cancellarlo.

FIRMA ANCHE TU PER CHIEDERE IL RITIRO DEL PATROCINIO DEL GOVERNO AL WORLD CONGRESS OF FAMILIES

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Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.