5 STELLE, DALLA POST VERITÀ ALLA POST UMANITÀ

Luigi Di Maio
Malta faccia sbarcare donne e bambini. Li accoglieremo” ha tuonato, si fa per dire, il vicepremier del governo più disumano della storia repubblicana. E pazienza per gli uomini: che restino pure in mezzo al freddo, alla fame e a onde alte 3 metri. Pazienza se questo significa sradicare intere famiglie, separare figli di 1, 6, 7 anni dai loro genitori. Quisquilie. Pinzillacchere, avrebbe detto Totò. Per questi sofismi non c’è spazio nel concetto di umanità di Luigi Di Maio, che ormai parla per nome e per conto di milioni di persone, nel silenzio assordante di una base ormai ridotta a tappeto scendiletto.

E pensare che era stata quella stessa base, nel gennaio 2014, a votare per l’abolizione del reato di immigrazione clandestina sul blog, osando addirittura l’inosabile: smentire in un colpo solo il “guru” Gianroberto Casaleggio e l’autoelevato Beppe Grillo. Sono passati cinque anni esatti, sembra un secolo. Di quel magma di goffi, primordiali, incerti, istinti progressisti, oggi sono rimasti un pugno di parlamentari assediati sui social e un Presidente della Camera che sembra un Eduardo De Filippo triste imprigionato nei suoi fantasmi. Tutto sacrificabile, e sacrificato, sull’altare del consenso, diventato ormai un’autentica ossessione per Di Maio.

Anche l’ultima, spericolata, uscita di ieri, direttamente dalle piste di Moena (ampiamente smentita dal suo capo, Salvini e giustamente rimandata al mittente dalla stessa portavoce di Sea-Watch), non è che l’ultimo disperato tentativo di recuperare credibilità a sinistra senza perdere voti a destra. Col risultato di prendere bastonate da una parte e dall’altra, senza distinzioni. È la nuova solidarietà a 5 Stelle: l’accoglienza a numero chiuso, la solidarietà a targhe alterne. Dalla parte dei migranti, ma fino a un certo punto. Dal “nessuno deve rimanere indietro” al “nessun bimbo deve rimanere in mare”. Ma i loro papà sì.

La nave Sea-Watch in porto

Si chiude, così, ingloriosamente la parabola umana di un ex stewart con laurea all’università della strada. Un giovane “balilla” che aspira a diventare ducetto. In bilico tra un novello Trump e un bulletto di Pomigliano. Si agita, si affanna, fa di tutto per assomigliare a Salvini, finendo sempre un po’ a metà strada. Si sforza di sembrare giovane e pare un vecchio democristiano decotto; mostra gli incisivi e spuntano fuori i denti da latte; si traveste da buono e diventa, lui sì, buonista, vero, verissimo, altro che “finto”.

E così, nel giro di ventiquattro ore, i 5 Stelle sono passati dalla “Post verità” alla “Post umanità”, pietista e pelosa, in cui salvare vite è una concessione piovuta dall’alto, straordinaria, e proprio per questo, unica e non ripetibile. Per alcuni, ma non per tutti. D’altra parte, nel favoloso mondo grillino la clandestinità non sarà un reato, ma salvare vite in mare sì.

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Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.