12 RAGIONI PER CUI QUEST’UOMO È UN CIALTRONE. E NON CI SI PUÒ FARE UN GOVERNO ASSIEME

Luigi Di Maio oggi al Quirinale


Cosa deve fare ancora questo cialtrone per convincervi che:

1) Non ha alcuna intenzione di fare un governo col Pd. Non a condizioni accettabili.


2) La base grillina non ha alcuna intenzione di fare un governo col Pd. E lui non ha la più pallida idea di come spiegarglielo.


3) Non si è piegato a Salvini sull’immigrazione. Ha condiviso e votato gioiosamente ogni idea, ogni decisione, ogni legge, ogni decreto, ogni porto chiuso, ogni infamia, salvandolo anche da un processo per sequestro di persona.

4) “Taxi del mare” porta il suo copyright. Salvini è solo uno che l’ha copiato meglio.

5) Quando è uscito il testo del Decreto Sicurezza Bis, ha storto il naso. Troppo razzista? No, non c’era “una parola sui rimpatri”.

6) Non ha mai rinnegato, neanche per sbaglio, il governo più razzista, retrivo, oscurantista, economicamente suicida della storia repubblicana, di cui è stato mente, braccio e azionista di maggioranza.

7) Su di lui pende tutt’oggi una querela per aver definito il Pd “Il partito di Bibbiano”. Dichiarazione per la quale non ha mai mostrato il benché minimo segno di pentimento.

8) Negli ultimi cinque anni ha definito il Partito Democratico, nell’ordine, “perverso”, “miserabile”, “pagato da Mafia Capitale”, “profanatore di democrazia”, “ladri di democrazia”, “simbolo del voto di scambio e del malaffare”, “assassini della mia terra”, “criminali politici”, “favoreggiatore dei mafiosi”, “da mandare via a calci”, “il partito dei privilegi, della corruzione e delle ruberie”, “amici delle banche”, “infame”, “il male dell’Italia”. Oggi tratta con loro un governo.

9) L’unica cosa che gli è mai interessata è, era ed è sempre stata salvare la poltrona, allontanare il più possibile la fine del secondo mandato e il momento in cui dovrà tornare a fare l’unica cosa di cui è mai stato capace: vendere bibite allo stadio.

10) Insieme a Grillo e Casaleggio, è il mandante morale dell’imbarbarimento culturale, sociale e civile di questo paese, dell’odio come categoria della politica, dell’insulto come clava per colpire l’avversario, delle fake news come arma di demolizione del “nemico” e, infine, pioniere e anticipatore del salvinismo.

11) Ha contribuito a distruggere la fiducia degli italiani nella scienza medica, nella cultura, negli intellettuali, ha reso chi ha studiato qualcuno da guardare con sospetto, chi crede nel lavoro e nella fatica un potenziale nemico da abbattere.

12) Ha convinto gli italiani che le istituzioni sono una casta da eliminare, una scatola di tonno da aprire, che le parole onorevole e politico fossero una parolaccia. Salvo diventare lui il simbolo di quella casta.

E non cambierò idea perché ho paura di Salvini. Ma farò di tutto, da italiano, da cittadino, da giornalista, da politico (qualunque significato possa avere questa parola), perché queste due metastasi viventi spariscano dalla scena politica di questo Paese. Entrambi. Dovessero volerci anni. Chiaro?


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Written by Lorenzo Tosa
35 anni, giornalista professionista, grafomane seriale, collabora con diverse testate nazionali scrivendo di politica, cultura, comunicazione, Europa. Crede nel progresso in piena epoca della paura. Ai diritti nell’epoca dei rovesci. “Generazione Antigone” è il suo blog personale.